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Rubrica di informazione sanitaria familiare, che raccoglie contenuti chiari e affidabili su tutti gli aspetti della salute in età pediatrica e adulta. Dalle visite dal pediatra ai consulti con gli specialisti, dagli approfondimenti su prevenzione e stili di vita sani ai percorsi di cura nei casi più delicati, la rubrica aiuta i genitori a orientarsi nella gestione quotidiana della salute di tutta la famiglia.

Neonato stitico e coliche: come l'osteopata può aiutarlo a ritrovare sollievo
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Neonato stitico e coliche: come l'osteopata può aiutarlo a ritrovare sollievo

Mariano Aliberti Sani Family 23 Giugno 2026
  • #sanifamily
  • #osteopatiapediatrica
  • #colicheneonati

Un neonato che si irrigidisce, piange spesso, fatica ad andare di corpo o sembra avere sempre la pancia tesa può mettere in difficoltà qualsiasi genitore.

Le coliche e la stitichezza sono infatti tra i motivi più frequenti per cui mamma e papà chiedono consiglio al pediatra nei primi mesi di vita. Ma è possibile fare qualcosa per aiutare il bambino a stare meglio?

Nel video, l'osteopata Mirko Zardi spiega come alcune tensioni presenti nel corpo del neonato possano influenzare il benessere dell'apparato digerente e come un trattamento osteopatico possa contribuire a favorire una maggiore regolarità e comfort.

In breve

✓Coliche e stitichezza sono spesso fisiologiche e migliorano con la crescita.

✓Alcune tensioni corporee possono renderle più intense o persistenti.

✓L'osteopata valuta il neonato nel suo insieme, testa compresa.

✓L'osteopatia non sostituisce il pediatra, ma può essere un valido supporto.

01Perché alcuni neonati soffrono di coliche e stitichezza?

Nei primi mesi di vita il sistema digestivo del neonato è ancora immaturo e sta imparando a funzionare. Per questo motivo possono comparire sintomi come:

●pancia gonfia e tesa

●difficoltà nell'evacuazione

●irritabilità durante o dopo la poppata

●pianto frequente e apparentemente senza motivo

●difficoltà a rilassarsi

Nella maggior parte dei casi si tratta di situazioni fisiologiche che tendono a migliorare con la crescita. Tuttavia, alcuni bambini possono presentare tensioni corporee che contribuiscono a rendere questi disturbi più intensi o persistenti.

02Quale legame esiste tra tensioni corporee e intestino?

Il corpo del neonato è un sistema strettamente collegato. Durante la gravidanza, il parto e le prime settimane di vita possono svilupparsi piccole tensioni in diverse aree del corpo. Tra quelle che l'osteopata osserva più frequentemente troviamo:

●tensioni nella zona addominale

●tensioni lungo il tratto intestinale

●rigidità a livello del diaframma

●tensioni nella parte posteriore della testa e della base del cranio

Queste aree sono strettamente connesse con il sistema nervoso e con il corretto funzionamento dell'apparato digerente. Quando sono presenti restrizioni di mobilità o tensioni eccessive, il bambino può avere maggiore difficoltà a rilassarsi e a trovare un equilibrio funzionale.

03Perché l'osteopata valuta anche la testa?

Molti genitori rimangono sorpresi quando durante una valutazione osteopatica viene osservata anche la parte posteriore della testa.

In realtà questa zona ospita strutture importanti per il sistema nervoso autonomo, cioè quel sistema che regola in modo automatico funzioni fondamentali come digestione, respirazione e ritmo intestinale.

Da sapere

Per questo l'osteopata non si concentra esclusivamente sulla pancia, ma valuta il neonato nel suo insieme. L'obiettivo è individuare eventuali tensioni che potrebbero influenzare il benessere generale del bambino.

04Come può aiutare l'osteopatia nei neonati?

L'osteopatia pediatrica utilizza tecniche estremamente delicate e rispettose della fisiologia del neonato. Attraverso una valutazione globale, l'osteopata ricerca eventuali restrizioni di mobilità e tensioni presenti nelle diverse aree del corpo.

Quando queste tensioni vengono ridotte, molti bambini mostrano una maggiore facilità nel rilassarsi, una migliore gestione delle coliche e una maggiore regolarità intestinale.

Importante

L'osteopatia non sostituisce il pediatra e non rappresenta una cura per le coliche o la stitichezza. Può però rappresentare un valido supporto all'interno di un percorso di benessere più ampio.

05Quando può essere utile una valutazione osteopatica?

Una valutazione osteopatica può essere presa in considerazione quando il neonato:

●soffre frequentemente di coliche

●presenta difficoltà nell'evacuazione

●tende a irrigidirsi spesso

●manifesta disagio durante la digestione

●appare particolarmente irrequieto o difficile da calmare

Naturalmente ogni bambino è diverso e merita una valutazione personalizzata.

06Un aiuto delicato per ritrovare equilibrio

Quando un neonato sta male, spesso tutta la famiglia vive momenti di stanchezza e preoccupazione. Per questo è importante sapere che esistono approcci che possono aiutare a supportare il suo benessere in modo delicato e rispettoso.

Attraverso una valutazione globale del corpo, l'osteopatia pediatrica può contribuire a individuare e ridurre tensioni che potrebbero influenzare il comfort del bambino, aiutandolo a ritrovare maggiore serenità nella quotidianità.

Prendersi cura di un neonato non significa guardare soltanto un sintomo, ma comprendere il suo benessere nel suo insieme.

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere del pediatra o di altri professionisti sanitari.

Denti da latte: perché è importante curarli anche se devono cadere
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Denti da latte: perché è importante curarli anche se devono cadere

Mariano Aliberti Sani Family 16 Giugno 2026

“Tanto sono denti da latte.”
È una frase che moltissimi genitori pensano almeno una volta. In fondo, se un dente è destinato a cadere e a essere sostituito da uno definitivo, viene spontaneo chiedersi: perché dovrei preoccuparmi così tanto di curarlo?

La realtà è che i denti da latte hanno un ruolo fondamentale nella crescita e nello sviluppo del bambino, sia dal punto di vista fisico che relazionale. Proprio per questo, quando si ammalano o sviluppano una carie, non andrebbero mai sottovalutati. Nel video, il Dott. Marcello Berni spiega in modo chiaro perché i denti da latte meritano attenzione e cura, esattamente come quelli permanenti.

In breve

✓I denti da latte servono a masticare, parlare e sorridere senza dolore.

✓Fanno da segnaposto per i denti definitivi.

✓Una carie non curata peggiora anche se il bambino non ha dolore.

✓I controlli periodici permettono cure più semplici e delicate.

01Perché i denti da latte sono così importanti?

I denti da latte sono i primi compagni di viaggio del bambino nella sua crescita. Non sono una semplice “versione provvisoria” dei denti definitivi, ma strutture vive e funzionali, con compiti ben precisi:

●Permettono al bambino di masticare correttamente, aiutandolo a mangiare senza difficoltà e a seguire un’alimentazione adeguata.

●Contribuiscono allo sviluppo del linguaggio, in particolare alla corretta pronuncia di molti suoni.

●Hanno un ruolo fondamentale nella socialità e nell’autostima: poter sorridere, parlare e stare con gli altri senza dolore o fastidi fa parte del benessere quotidiano del bambino.

Per questo la salute dei denti da latte non riguarda solo la bocca, ma il benessere generale del bambino: corpo, emozioni e relazioni sono strettamente collegati.

02Il loro compito più importante: fare spazio ai denti definitivi

C’è una funzione dei denti da latte che spesso i genitori non conoscono: fanno da “segnaposto” per i denti permanenti.

Possiamo immaginarli come piccoli segnaposto ordinati lungo l’arcata dentale:
finché rimangono sani e al loro posto, mantengono lo spazio necessario e guidano la crescita della bocca, aiutando i denti definitivi a erompere nella posizione corretta.

Se però un dente da latte viene perso troppo presto a causa di una carie o di un’infezione:

●i denti vicini tendono a spostarsi

●lo spazio si riduce o si chiude

●l’eruzione del dente definitivo può diventare più difficile e irregolare

Questo può favorire la comparsa di problemi ortodontici negli anni successivi (denti affollati, storti, spostati).

Ecco perché, quando possibile, l’obiettivo del dentista pediatrico è conservare il dente da latte e permettergli di svolgere il suo lavoro fino al momento naturale della caduta.

03Carie nei denti da latte: cosa succede se non vengono curate?

Una delle domande più frequenti è: “Ma se la carie è su un dente da latte, è davvero così grave? Tanto cadrà…”

In realtà una carie, se trascurata, continuano a progredire. All’inizio può essere silenziosa:

●il bambino potrebbe non lamentare dolore

●il genitore potrebbe non notare nulla a occhio nudo

Con il tempo, però, la situazione può peggiorare:

●dolore durante i pasti

●difficoltà a masticare da un lato

●irritabilità, pianto, fastidio soprattutto la sera o la notte

●nei casi più avanzati, infezioni, gonfiore e problemi che richiedono interventi più complessi

Aspettare che il bambino abbia male per intervenire significa di solito trovarsi davanti a una situazione più avanzata e più difficile da gestire, sia per il dentista che per il piccolo paziente.

Prendersi cura dei denti da latte significa evitare dolore, infezioni e trattamenti più invasivi in futuro.

04Esiste una cura uguale per tutti? Assolutamente no

Uno dei punti chiave dell’odontoiatria pediatrica è la personalizzazione. Ogni bambino è unico.

Cambiano:

●l’età

●il livello di collaborazione

●la posizione della carie

●quanto è estesa la lesione

●il momento della crescita in cui il bambino si trova

Per questo non esiste una soluzione standard valida per tutti.
L’obiettivo del professionista è individuare il percorso più adatto al singolo bambino, cercando di essere il più conservativo possibile e di preservare il suo benessere.

Questo significa scegliere:

●la tecnica più adatta

●i tempi giusti

●un approccio che tenga conto anche delle emozioni e delle paure del bambino

05Ozonoterapia: un aiuto delicato nelle carie iniziali

Quando una carie viene intercettata nelle sue fasi iniziali, oggi abbiamo a disposizione strumenti che permettono di intervenire in modo molto delicato. Uno di questi è l’ozonoterapia.

Di cosa si tratta?

●È una metodica non invasiva e indolore.

●Utilizza l’ozono per trattare alcune carie iniziali, soprattutto nei denti da latte.

●Non prevede rumori, vibrazioni o procedure che possono spaventare i più piccoli.

Per questi motivi è particolarmente apprezzata nei bambini più piccoli o nei pazienti più sensibili.

Naturalmente non è indicata in tutti i casi:
la sua efficacia dipende dal tipo di lesione e dal momento in cui viene intercettata. E qui entra in gioco un aspetto fondamentale: la prevenzione.

06Perché i controlli periodici fanno davvero la differenza

Molte situazioni che, se trascurate, richiedono trattamenti complessi, nascono da problemi inizialmente semplici. Una piccola carie scoperta per tempo può essere gestita:

●con approcci più conservativi

●con interventi più brevi e meno invasivi

●con tecniche più soft e meglio tollerate dal bambino

I controlli periodici non servono solo a “vedere se va tutto bene”, ma soprattutto a:

●intercettare i problemi quando sono ancora piccoli

●scegliere le soluzioni più semplici e delicate

●programmare eventuali interventi in modo sereno, senza emergenze

In questo modo, il dentista pediatrico può davvero fare la differenza nel percorso di salute orale del bambino.

07Un investimento sul futuro del bambino

Prendersi cura dei denti da latte significa prendersi cura della crescita globale del bambino:

●aiutarlo a mangiare bene

●sostenerlo nello sviluppo del linguaggio

●favorire una bocca sana e funzionale

●costruire un rapporto positivo con il dentista e con la propria salute orale

È vero: i denti da latte sono temporanei.
Ma il loro ruolo nella crescita di un bambino è tutt’altro che provvisorio.

Le scelte che facciamo oggi sulla loro salute possono influenzare il sorriso, il benessere e la qualità di vita del nostro bambino negli anni a venire.

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Bambini, tablet e telefoni: il problema non è solo “quanto tempo” passano davanti allo schermo
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Bambini, tablet e telefoni: il problema non è solo “quanto tempo” passano davanti allo schermo

Mariano Aliberti Sani Family 26 Maggio 2026
  • #sanifamily
  • #benesserepsicologico
  • #pattidigitali

Tablet, telefoni e schermi fanno ormai parte della quotidianità di ogni famiglia.

E diciamolo: in alcuni momenti possono sembrare anche un piccolo aiuto.
Al ristorante, in auto, nei momenti di attesa o quando siamo stanchi e abbiamo bisogno di qualche minuto per gestire tutto.

Ma quando un bambino reagisce con rabbia, urla o frustrazione appena il dispositivo viene tolto, la domanda importante da farsi non è soltanto: “Quanto tempo passa davanti allo schermo?”, ma anche: “Perché in quel momento ne ha così bisogno?”

In breve

✓Nei bambini piccoli non si parla ancora di vera dipendenza, ma di una risposta automatica alle emozioni.

✓Il rischio è perdere allenamenti emotivi: aspettare, tollerare la noia, gestire le frustrazioni.

✓Conta non solo quanto, ma quando e perché il bambino cerca lo schermo.

✓L'obiettivo non è eliminare i dispositivi, ma costruire un rapporto più equilibrato.

01Nei bambini piccoli non si parla ancora di vera dipendenza

Questo è un aspetto importante da chiarire. Nei bambini più piccoli spesso non si parla ancora di dipendenza vera e propria, ma di un utilizzo che può diventare molto frequente come risposta automatica a determinate emozioni o situazioni.

Noia, stanchezza, attesa, bisogno di calmarsi.

Il rischio non è solo il tempo davanti allo schermo, ma il fatto che il dispositivo diventi l’unico modo per “spegnere” alcune emozioni.

02Il rischio? Perdere alcuni “allenamenti emotivi” fondamentali

Crescere significa anche imparare gradualmente:

●ad aspettare

●a tollerare la noia

●a inventare giochi

●a stare in situazioni non sempre stimolanti

●a gestire piccole frustrazioni.

Sono allenamenti importantissimi per lo sviluppo emotivo dei bambini.

Se ogni momento vuoto viene riempito automaticamente da uno schermo, il bambino rischia di avere sempre meno occasioni per sviluppare queste competenze in modo naturale.

03Pensiamo ai momenti più comuni della giornata… 

Succede molto spesso:

●durante una cena al ristorante

●nei viaggi in auto

●mentre il genitore finisce qualcosa

●nei momenti di attesa.

Il dispositivo arriva rapidamente perché funziona subito: distrae, calma, intrattiene.

E questo non significa essere “genitori sbagliati”, ma semplicemente vivere una difficoltà molto comune oggi.

Proprio per questo è importante fermarsi ogni tanto a osservare non solo quanto il bambino utilizza il dispositivo, ma anche quando e perché lo cerca.

04Da dove possiamo partire, oggi, come genitori?

Non serve demonizzare telefoni o tablet. L’obiettivo non è eliminare completamente questi strumenti (un cartone animato ogni tanto non è un problema)  ma aiutare i bambini a costruire un rapporto più equilibrato con il loro utilizzo.

E il primo passo è proprio questo: capire quali emozioni stanno cercando di gestire attraverso lo schermo.

Perché solo così possiamo aiutarli gradualmente a trovare anche altre risorse:

●il gioco

●la creatività

●il dialogo

●l’attesa

●la capacità di stare nelle emozioni senza evitarle subito.

Nel video di oggi la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ci accompagna nella comprensione di:

●perché i bambini cercano così tanto telefoni e tablet

●quali segnali osservare come genitori

●perché non conta solo il tempo davanti allo schermo

●quali emozioni spesso i bambini cercano di “spegnere”

●come aiutarli gradualmente a costruire un rapporto più sano con i dispositivi digitali.

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Dormi poco, ti senti sempre stanca e hai dolori a schiena, collo o articolazioni?
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Dormi poco, ti senti sempre stanca e hai dolori a schiena, collo o articolazioni?

Mariano Aliberti Sani Family 21 Maggio 2026

Diventare. mamma è un’esperienza intensa, meravigliosa… ma anche profondamente impegnativa per il corpo.

Dopo la gravidanza, molte donne iniziano ad avvertire dolori e fastidi che spesso vengono sottovalutati o attribuiti semplicemente alla stanchezza. In realtà, dietro a questi segnali si nascondono spesso cause più profonde, legate ai cambiamenti fisici e alle nuove abitudini quotidiane.

In breve

✓Dopo il parto postura, muscoli e articolazioni non tornano subito come prima.

✓Tenere in braccio, allattare e dormire poco creano tensioni a schiena, collo e spalle.

✓Il dolore non è "solo stanchezza": è un segnale da ascoltare.

✓Piccoli accorgimenti quotidiani e l'osteopatia possono aiutare a ritrovare equilibrio.

01Perché compaiono questi dolori dopo il parto?

Durante la gravidanza, il corpo si adatta per accogliere e sostenere il bambino: la postura cambia, i muscoli si modificano e le articolazioni diventano più mobili. Dopo il parto, però, non tutto torna immediatamente come prima.

A questo si aggiungono nuovi gesti ripetuti ogni giorno:

●tenere in braccio il bambino per molte ore

●allattare spesso in posizioni non sempre corrette

●dormire poco e in modo frammentato

●sollevare pesi (passeggini, ovetti, borse)

Tutti questi fattori possono creare tensioni muscolari e squilibri che, nel tempo, si trasformano in dolori a schiena, collo, spalle e bacino.

02Non è “solo stanchezza”

È importante non minimizzare questi segnali. Il dolore non è qualcosa di “normale” da sopportare, ma un messaggio del corpo che chiede attenzione.

Molte neomamme tendono a mettere se stesse in secondo piano, concentrandosi completamente sul bambino. Tuttavia, prendersi cura del proprio benessere è fondamentale anche per poter essere presenti e serene nella cura dei figli.

03Piccoli accorgimenti nella vita quotidiana

Alcuni semplici cambiamenti possono fare una grande differenza:

●fare attenzione alla postura durante l’allattamento, utilizzando cuscini di supporto

●alternare il lato quando si tiene in braccio il bambino

●piegare le ginocchia (e non la schiena) quando si sollevano pesi

●ritagliarsi piccoli momenti di movimento o stretching durante la giornata

Non servono grandi rivoluzioni: anche piccoli gesti, se costanti, aiutano il corpo a ritrovare equilibrio.

04Il supporto dell’osteopatia

Nel video di oggi, l’osteopata Mirko Zardi ci accompagna alla scoperta di queste problematiche, spiegando in modo semplice:

●da dove nascono i dolori più comuni nelle neomamme

●quali abitudini quotidiane possono prevenirli o ridurli

●come l’osteopatia può aiutare a ristabilire equilibrio e benessere

L’approccio osteopatico lavora proprio su queste tensioni, aiutando il corpo a recuperare mobilità e armonia, in modo naturale e non invasivo.

05Ascoltare il proprio corpo

Prendersi cura di un bambino è uno dei gesti più belli che esistano. Ma anche il corpo di una mamma merita attenzione, ascolto e cura.

●Riconoscere i segnali, intervenire per tempo e chiedere supporto quando serve non è un lusso: è un passo fondamentale per il proprio benessere e per vivere con più energia e serenità la quotidianità familiare.

●Centro Berni è partner di questo progetto e offre scontistiche dedicate alle famiglie tesserate Fattore Famiglia. Vai alla sezione Convenzioni per scoprire qual è la scontistica

●Per informazioni e consulenze puoi chiamare il numero telefonico 0523 498009.

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Prevenzione Cardiologica: lo strain cardiaco, la tecnologia che permette di “vedere prima” le malattie del cuore

Sara Bucaria Sani Family 12 Maggio 2026

Quando si parla di prevenzione cardiologica, spesso si pensa agli esami più conosciuti come elettrocardiogramma o ecocardiogramma. Tuttavia, oggi la tecnologia ha fatto un passo avanti importante: esistono strumenti in grado di individuare segnali precoci di sofferenza cardiaca, anche quando tutto sembra ancora normale.

Tra queste innovazioni, una delle più avanzate è lo strain miocardico, una metodica disponibile solo in centri altamente specializzati, come il Centro Berni.

In breve

✓Lo strain misura quanto e come si deforma il muscolo cardiaco mentre si contrae.

✓Individua alterazioni precoci, anche quando gli esami tradizionali sono normali.

✓È utile con fattori di rischio, familiarità o sintomi non chiari.

✓Permette una cardiologia che anticipa i problemi invece di inseguirli.

01Che cos’è lo strain cardiaco

In pratica, mentre l’ecocardiografia classica osserva “come si muove” il cuore, lo strain misura quanto e come si deforma il muscolo cardiaco durante la contrazione.

Lo strain è una tecnica che si basa su un’ecografia del cuore evoluta. Non sostituisce l’ecocardiogramma tradizionale, ma lo arricchisce con un’analisi molto più dettagliata del movimento del muscolo cardiaco.

Per capire meglio:
è un po’ come osservare una molla. Non basta vedere se si accorcia, ma è fondamentale capire quanto si accorcia e se lo fa in modo uniforme. Lo strain fa esattamente questo con il cuore.

02Perché è così importante

Il grande valore dello strain è la sua capacità di individuare alterazioni molto precoci, quando il paziente non ha ancora sintomi e gli esami tradizionali risultano normali.

Questo significa:

●Diagnosi più precoci

●Maggior possibilità di intervenire in tempo

●Migliore prevenzione delle complicanze

In molti casi, lo strain riesce a evidenziare una sofferenza del muscolo cardiaco prima che la funzione globale del cuore si riduca.

03A cosa serve concretamente

L’utilizzo dello strain è particolarmente utile in diverse situazioni cliniche:

●Monitoraggio di pazienti con fattori di rischio cardiovascolare

●Valutazione precoce di cardiopatie iniziali

●Controllo di pazienti sottoposti a terapie potenzialmente cardiotossiche

●Analisi più approfondita in presenza di sintomi non chiari

Un ambito molto interessante è anche quello della prevenzione della fibrillazione atriale, una delle aritmie più diffuse. Lo strain può aiutare a individuare pazienti che hanno un rischio aumentato di svilupparla nel tempo.

04Un alleato nella prevenzione

La vera forza dello strain non è solo nella diagnosi, ma nella capacità di prevedere.

Questa tecnologia permette al cardiologo di:

●Comprendere meglio l’evoluzione della malattia

●Personalizzare i controlli nel tempo

●Intervenire prima che si manifestino problemi più seri

In altre parole, consente di passare da una medicina “reattiva” a una medicina proattiva e preventiva.

05L’esperienza del Centro Berni

Portare lo strain all’interno del Centro Berni è stata una scelta precisa: offrire ai pazienti strumenti avanzati che permettano una valutazione più accurata e completa.

Come spiega il Dott. Luca Moderato, cardiologo del Centro, l’obiettivo è semplice ma fondamentale:
vedere prima, capire meglio e accompagnare le persone con maggiore serenità e consapevolezza nel loro percorso di salute.

06Quando può essere utile fare questo esame

Non è un esame di routine per tutti, ma può essere consigliato in presenza di:

●Familiarità per malattie cardiache

●Ipertensione o altri fattori di rischio

●Sintomi come affanno, palpitazioni o stanchezza inspiegata

●Necessità di approfondire risultati ecocardiografici dubbi

È sempre il cardiologo a valutare quando lo strain può fare davvero la differenza.

07Guardare al futuro della cardiologia

Lo strain rappresenta uno dei migliori esempi di come la tecnologia possa migliorare la prevenzione.

Non si tratta solo di avere strumenti più sofisticati, ma di cambiare approccio:
non aspettare che il problema si manifesti, ma anticiparlo.

Ed è proprio in questa direzione che si muove la cardiologia moderna.

Se hai domande o dubbi, siamo felici di risponderti: 0523 498009

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Pet Therapy e bambini: perché un animale può fare quello che le parole non riescono

fattorefamiglia Sani Family 12 Maggio 2026

Portare un bambino dal medico o dallo specialista è spesso più faticoso di quanto sembra.
Non per la visita in sé — ma per l'ansia che la precede: l'attesa, l'ambiente nuovo, il camice bianco.

In breve

✓L'ansia prima di una visita spesso pesa più della visita stessa.

✓Il contatto con un animale riduce lo stress e attiva una risposta di calma.

✓L'animale è presente senza giudicare e sposta l'attenzione dalla paura al gioco.

✓Al Centro Berni la cagnolina Miura accompagna i piccoli pazienti.

01Cosa dice la ricerca?

La Pet Therapy (o Animal Assisted Intervention) è riconosciuta in ambito clinico come un valido strumento per ridurre lo stress nei bambini in contesti sanitari.

Il contatto con un animale abbassa i livelli di cortisolo, rallenta il battito cardiaco e attiva una risposta di calma che nessuna spiegazione verbale riesce a produrre così rapidamente.

In pratica: il bambino smette di aspettare con ansia e inizia a giocare.

02Cosa può fare un animale che un adulto, da solo, non riesce sempre a fare?

●Essere presente senza aspettative

●Non giudicare, non spiegare, non correggere

●Offrire contatto fisico naturale e rassicurante

●Spostare l'attenzione dalla paura al momento presente

È per questo che alcune strutture stanno integrando la presenza di animali certificati nei propri percorsi di cura — con protocolli precisi e animali appositamente formati.

Una di queste realtà è il Centro Berni di Piacenza, dove Miura — cagnolina dal carattere dolce e professionale — è entrata a far parte del team come figura di supporto per i piccoli pazienti.

Prosegue con determinazione e entusiasmo il progetto tra Fattore Famiglia e Centro Berni per creare un centro DAL VENTRE MATERNO ALL'ADOLESCENZA dove Mamme e Papà possano trovare un punto di riferimento sanitario unico nella provincia di Piacenza e oltre.....

●Per info: 0523 498009

●www.centroberni.it

●Convenzione attiva per i soci Fattore Famiglia

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