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Sani Family

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Rubrica di informazione sanitaria familiare, che raccoglie contenuti chiari e affidabili su tutti gli aspetti della salute in età pediatrica e adulta. Dalle visite dal pediatra ai consulti con gli specialisti, dagli approfondimenti su prevenzione e stili di vita sani ai percorsi di cura nei casi più delicati, la rubrica aiuta i genitori a orientarsi nella gestione quotidiana della salute di tutta la famiglia.

Bambini, tablet e telefoni: il problema non è solo “quanto tempo” passano davanti allo schermo
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Bambini, tablet e telefoni: il problema non è solo “quanto tempo” passano davanti allo schermo

Mariano Aliberti Sani Family 26 Maggio 2026
  • #sanifamily
  • #benesserepsicologico
  • #pattidigitali

Tablet, telefoni e schermi fanno ormai parte della quotidianità di ogni famiglia.

E diciamolo: in alcuni momenti possono sembrare anche un piccolo aiuto.
Al ristorante, in auto, nei momenti di attesa o quando siamo stanchi e abbiamo bisogno di qualche minuto per gestire tutto.

Ma quando un bambino reagisce con rabbia, urla o frustrazione appena il dispositivo viene tolto, la domanda importante da farsi non è soltanto: “Quanto tempo passa davanti allo schermo?”, ma anche: “Perché in quel momento ne ha così bisogno?”

Nei bambini piccoli non si parla ancora di vera dipendenza

Questo è un aspetto importante da chiarire. Nei bambini più piccoli spesso non si parla ancora di dipendenza vera e propria, ma di un utilizzo che può diventare molto frequente come risposta automatica a determinate emozioni o situazioni.

Noia, stanchezza, attesa, bisogno di calmarsi.

Il rischio non è solo il tempo davanti allo schermo, ma il fatto che il dispositivo diventi l’unico modo per “spegnere” alcune emozioni.

Il rischio? Perdere alcuni “allenamenti emotivi” fondamentali

Crescere significa anche imparare gradualmente:

  • ad aspettare

  • a tollerare la noia

  • a inventare giochi

  • a stare in situazioni non sempre stimolanti

  • a gestire piccole frustrazioni.

Sono allenamenti importantissimi per lo sviluppo emotivo dei bambini.

Se ogni momento vuoto viene riempito automaticamente da uno schermo, il bambino rischia di avere sempre meno occasioni per sviluppare queste competenze in modo naturale.

Pensiamo ai momenti più comuni della giornata… 

Succede molto spesso:

  • durante una cena al ristorante

  • nei viaggi in auto

  • mentre il genitore finisce qualcosa

  • nei momenti di attesa.

Il dispositivo arriva rapidamente perché funziona subito: distrae, calma, intrattiene.

E questo non significa essere “genitori sbagliati”, ma semplicemente vivere una difficoltà molto comune oggi.

Proprio per questo è importante fermarsi ogni tanto a osservare non solo quanto il bambino utilizza il dispositivo, ma anche quando e perché lo cerca.

Da dove possiamo partire, oggi, come genitori?

Non serve demonizzare telefoni o tablet. L’obiettivo non è eliminare completamente questi strumenti (un cartone animato ogni tanto non è un problema)  ma aiutare i bambini a costruire un rapporto più equilibrato con il loro utilizzo.

E il primo passo è proprio questo: capire quali emozioni stanno cercando di gestire attraverso lo schermo.

Perché solo così possiamo aiutarli gradualmente a trovare anche altre risorse:

  • il gioco

  • la creatività

  • il dialogo

  • l’attesa

  • la capacità di stare nelle emozioni senza evitarle subito.

Nel video di oggi la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ci accompagna nella comprensione di:

  • perché i bambini cercano così tanto telefoni e tablet

  • quali segnali osservare come genitori

  • perché non conta solo il tempo davanti allo schermo

  • quali emozioni spesso i bambini cercano di “spegnere”

  • come aiutarli gradualmente a costruire un rapporto più sano con i dispositivi digitali.

 

Dormi poco, ti senti sempre stanca e hai dolori a schiena, collo o articolazioni?
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Dormi poco, ti senti sempre stanca e hai dolori a schiena, collo o articolazioni?

Mariano Aliberti Sani Family 21 Maggio 2026

Diventare. mamma è un’esperienza intensa, meravigliosa… ma anche profondamente impegnativa per il corpo.

Dopo la gravidanza, molte donne iniziano ad avvertire dolori e fastidi che spesso vengono sottovalutati o attribuiti semplicemente alla stanchezza. In realtà, dietro a questi segnali si nascondono spesso cause più profonde, legate ai cambiamenti fisici e alle nuove abitudini quotidiane.

Perché compaiono questi dolori dopo il parto?

Durante la gravidanza, il corpo si adatta per accogliere e sostenere il bambino: la postura cambia, i muscoli si modificano e le articolazioni diventano più mobili. Dopo il parto, però, non tutto torna immediatamente come prima.

A questo si aggiungono nuovi gesti ripetuti ogni giorno:

  • tenere in braccio il bambino per molte ore

  • allattare spesso in posizioni non sempre corrette

  • dormire poco e in modo frammentato

  • sollevare pesi (passeggini, ovetti, borse)

Tutti questi fattori possono creare tensioni muscolari e squilibri che, nel tempo, si trasformano in dolori a schiena, collo, spalle e bacino.

Non è “solo stanchezza”

È importante non minimizzare questi segnali. Il dolore non è qualcosa di “normale” da sopportare, ma un messaggio del corpo che chiede attenzione.

Molte neomamme tendono a mettere se stesse in secondo piano, concentrandosi completamente sul bambino. Tuttavia, prendersi cura del proprio benessere è fondamentale anche per poter essere presenti e serene nella cura dei figli.

Piccoli accorgimenti nella vita quotidiana

Alcuni semplici cambiamenti possono fare una grande differenza:

  • fare attenzione alla postura durante l’allattamento, utilizzando cuscini di supporto

  • alternare il lato quando si tiene in braccio il bambino

  • piegare le ginocchia (e non la schiena) quando si sollevano pesi

  • ritagliarsi piccoli momenti di movimento o stretching durante la giornata

Non servono grandi rivoluzioni: anche piccoli gesti, se costanti, aiutano il corpo a ritrovare equilibrio.

Il supporto dell’osteopatia

Nel video di oggi, l’osteopata Mirko Zardi ci accompagna alla scoperta di queste problematiche, spiegando in modo semplice:

  • da dove nascono i dolori più comuni nelle neomamme

  • quali abitudini quotidiane possono prevenirli o ridurli

  • come l’osteopatia può aiutare a ristabilire equilibrio e benessere

L’approccio osteopatico lavora proprio su queste tensioni, aiutando il corpo a recuperare mobilità e armonia, in modo naturale e non invasivo.

Ascoltare il proprio corpo

Prendersi cura di un bambino è uno dei gesti più belli che esistano. Ma anche il corpo di una mamma merita attenzione, ascolto e cura.

Riconoscere i segnali, intervenire per tempo e chiedere supporto quando serve non è un lusso: è un passo fondamentale per il proprio benessere e per vivere con più energia e serenità la quotidianità familiare.


🤝 Centro Berni è partner di questo progetto e offre scontistiche dedicate alle famiglie tesserate Fattore Famiglia. Vai alla sezione Convenzioni per scoprire qual è la scontistica

📞 Per informazioni e consulenze puoi chiamare il numero telefonico 0523 498009.

Prevenzione Cardiologica: lo strain cardiaco, la tecnologia che permette di “vedere prima” le malattie del cuore

Sara Bucaria Sani Family 12 Maggio 2026

Quando si parla di prevenzione cardiologica, spesso si pensa agli esami più conosciuti come elettrocardiogramma o ecocardiogramma. Tuttavia, oggi la tecnologia ha fatto un passo avanti importante: esistono strumenti in grado di individuare segnali precoci di sofferenza cardiaca, anche quando tutto sembra ancora normale.

Tra queste innovazioni, una delle più avanzate è lo strain miocardico, una metodica disponibile solo in centri altamente specializzati, come il Centro Berni.

Che cos’è lo strain cardiaco

Lo strain è una tecnica che si basa su un’ecografia del cuore evoluta. Non sostituisce l’ecocardiogramma tradizionale, ma lo arricchisce con un’analisi molto più dettagliata del movimento del muscolo cardiaco.

In pratica, mentre l’ecocardiografia classica osserva “come si muove” il cuore, lo strain misura quanto e come si deforma il muscolo cardiaco durante la contrazione.

Per capire meglio:
è un po’ come osservare una molla. Non basta vedere se si accorcia, ma è fondamentale capire quanto si accorcia e se lo fa in modo uniforme. Lo strain fa esattamente questo con il cuore.

Perché è così importante

Il grande valore dello strain è la sua capacità di individuare alterazioni molto precoci, quando il paziente non ha ancora sintomi e gli esami tradizionali risultano normali.

Questo significa:

  • Diagnosi più precoci

  • Maggior possibilità di intervenire in tempo

  • Migliore prevenzione delle complicanze

In molti casi, lo strain riesce a evidenziare una sofferenza del muscolo cardiaco prima che la funzione globale del cuore si riduca.

A cosa serve concretamente

L’utilizzo dello strain è particolarmente utile in diverse situazioni cliniche:

  • Monitoraggio di pazienti con fattori di rischio cardiovascolare

  • Valutazione precoce di cardiopatie iniziali

  • Controllo di pazienti sottoposti a terapie potenzialmente cardiotossiche

  • Analisi più approfondita in presenza di sintomi non chiari

Un ambito molto interessante è anche quello della prevenzione della fibrillazione atriale, una delle aritmie più diffuse. Lo strain può aiutare a individuare pazienti che hanno un rischio aumentato di svilupparla nel tempo.

Un alleato nella prevenzione

La vera forza dello strain non è solo nella diagnosi, ma nella capacità di prevedere.

Questa tecnologia permette al cardiologo di:

  • Comprendere meglio l’evoluzione della malattia

  • Personalizzare i controlli nel tempo

  • Intervenire prima che si manifestino problemi più seri

In altre parole, consente di passare da una medicina “reattiva” a una medicina proattiva e preventiva.

L’esperienza del Centro Berni

Portare lo strain all’interno del Centro Berni è stata una scelta precisa: offrire ai pazienti strumenti avanzati che permettano una valutazione più accurata e completa.

Come spiega il Dott. Luca Moderato, cardiologo del Centro, l’obiettivo è semplice ma fondamentale:
vedere prima, capire meglio e accompagnare le persone con maggiore serenità e consapevolezza nel loro percorso di salute.

Quando può essere utile fare questo esame

Non è un esame di routine per tutti, ma può essere consigliato in presenza di:

  • Familiarità per malattie cardiache

  • Ipertensione o altri fattori di rischio

  • Sintomi come affanno, palpitazioni o stanchezza inspiegata

  • Necessità di approfondire risultati ecocardiografici dubbi

È sempre il cardiologo a valutare quando lo strain può fare davvero la differenza.

Guardare al futuro della cardiologia

Lo strain rappresenta uno dei migliori esempi di come la tecnologia possa migliorare la prevenzione.

Non si tratta solo di avere strumenti più sofisticati, ma di cambiare approccio:
non aspettare che il problema si manifesti, ma anticiparlo.

Ed è proprio in questa direzione che si muove la cardiologia moderna.

 

💛 Se hai domande o dubbi, siamo felici di risponderti:📞 0523 498009

Pet Therapy e bambini: perché un animale può fare quello che le parole non riescono

fattorefamiglia Sani Family 12 Maggio 2026

 

Portare un bambino dal medico o dallo specialista è spesso più faticoso di quanto sembra.
Non per la visita in sé — ma per l'ansia che la precede: l'attesa, l'ambiente nuovo, il camice bianco.

🧠 Cosa dice la ricerca?
La Pet Therapy (o Animal Assisted Intervention) è riconosciuta in ambito clinico come un valido strumento per ridurre lo stress nei bambini in contesti sanitari.
Il contatto con un animale abbassa i livelli di cortisolo, rallenta il battito cardiaco e attiva una risposta di calma che nessuna spiegazione verbale riesce a produrre così rapidamente.
In pratica: il bambino smette di aspettare con ansia e inizia a giocare.

💛 Cosa può fare un animale che un adulto, da solo, non riesce sempre a fare?
→ Essere presente senza aspettative
→ Non giudicare, non spiegare, non correggere
→ Offrire contatto fisico naturale e rassicurante
→ Spostare l'attenzione dalla paura al momento presente
È per questo che alcune strutture stanno integrando la presenza di animali certificati nei propri percorsi di cura — con protocolli precisi e animali appositamente formati.

📍 Una di queste realtà è il Centro Berni di Piacenza, dove Miura 🐾 — cagnolina dal carattere dolce e professionale — è entrata a far parte del team come figura di supporto per i piccoli pazienti.

Prosegue con determinazione e entusiasmo il progetto tra Fattore Famiglia e Centro Berni per creare un centro DAL VENTRE MATERNO ALL'ADOLESCENZA dove Mamme e Papà possano trovare un punto di riferimento sanitario unico nella provincia di Piacenza e oltre.....

📞 Per info: 0523 498009
🌐 www.centroberni.it
💳 Convenzione attiva per i soci Fattore Famiglia

Terzo Trimestre di Gravidanza e Salute Dentale: la Guida Completa

Dott. Marcello Berni — Centro Berni, Piacenza Sani Family 21 Aprile 2026

Il terzo trimestre (settimane 28-40) è delicato ma non un ostacolo per la salute orale. Con le giuste precauzioni è possibile eseguire controlli, igiene professionale e piccoli interventi in sicurezza.

Nota medica: dopo la 36a settimana è preferibile rimandare le cure non urgenti al post-parto. Le urgenze dentali vanno SEMPRE trattate.

Gengivite gravidica: riconoscerla e gestirla

Colpisce fino al 70% delle donne in gravidanza. Segnali: gengive rosse e gonfie, sanguinamento durante lo spazzolamento, sensibilità aumentata e possibile alito sgradevole. Cosa fare: NON smettere di spazzolare per paura del sangue — mantenere igiene accurata con spazzolino morbido, filo e collutorio delicato.

Cure sicure nel terzo trimestre

  • Igiene orale professionale — la migliore prevenzione
  • Visita di controllo e monitoraggio gengivale
  • Piccole otturazioni urgenti per prevenire infezioni
  • Radiografie d'emergenza con protezioni adeguate

5 abitudini quotidiane che fanno la differenza

  1. Spazzolare dopo ogni pasto con spazzolino a setole morbide
  2. Filo interdentale almeno una volta al giorno
  3. Dopo nausea/vomito: sciacquare con acqua e bicarbonato — non spazzolare subito
  4. Ridurre gli zuccheri e gli spuntini frequenti
  5. Non saltare i controlli: un check-up rapido previene problemi più gravi

LINK UTILI

  • Video SaniFamily — Terzo Trimestre (YouTube Shorts)
  • Centro Berni — Odontoiatria e Medicina, Piacenza
  • FNOMCeO

Secondo Trimestre di Gravidanza: cosa puoi fare dal dentista?

Dott. Marcello Berni — Centro Berni, Piacenza Sani Family 07 Aprile 2026

Il secondo trimestre (settimane 13-27) è generalmente il periodo di maggior benessere in gravidanza: più energia, meno fastidi, sviluppo del bambino stabile. Il momento ideale per prendersi cura della salute orale.

Perché il secondo trimestre è il momento migliore?

  • La nausea del primo trimestre è generalmente diminuita
  • Il pancione non rende ancora difficile la posizione sulla poltrona
  • Rischio minimo rispetto al terzo trimestre
  • La formazione degli organi del bambino è completata

Cure sicure e consigliate

  • Igiene orale professionale (fortemente raccomandata)
  • Visita di controllo e monitoraggio gengivale
  • Trattamento della gengivite gravidica
  • Otturazioni anche complesse, piccole estrazioni se necessarie
  • Radiografie con schermatura protettiva

Da programmare per dopo il parto

  • Chirurgia orale elettiva, ortodonzia di inizio, cure estetiche

LINK UTILI

  • Video SaniFamily — Secondo Trimestre (YouTube Shorts)
  • Centro Berni — Odontoiatria e Medicina, Piacenza

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