Fattore Famiglia – Il Primo Sportello digitale familiare
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Lex Family

Rubrica di informazione giuridica familiare, che offre contenuti chiari e affidabili sui diritti, i doveri delle persone e delle famiglie, sia in ambito civile sia in ambito penale. Aiuta a orientarsi tra norme, procedure, documenti e casi concreti della vita quotidiana, per affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni legali che riguardano grandi e piccoli.

Nuovo Codice della strada: multe più leggere e tolleranza zero. Cosa cambia per le famiglie
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Nuovo Codice della strada: multe più leggere e tolleranza zero. Cosa cambia per le famiglie

Mariano Aliberti Lex Family 15 Ottobre 2026

Il nuovo Codice della strada fa un passo avanti: il Consiglio dei ministri ha approvato le modifiche al testo di riforma. Multe un po' più leggere, ma tolleranza zero per chi guida in modo pericoloso.

Cosa cambia per chi ogni giorno accompagna i figli a scuola, guida una minicar o si sposta in bici? Ecco le novità principali, spiegate in modo semplice.

In breve

✓ Multe arrotondate al ribasso e stop all'aumento automatico ogni due anni

✓ Non servirà più avere con sé patente e libretto di carta

✓ Chi guida senza assicurazione non potrà più circolare con quel veicolo

✓ Minicar truccate: fermo di 30 giorni oltre alla multa

✓ Le regole non sono ancora in vigore: l'approvazione definitiva è attesa entro marzo 2027

01

A che punto è la riforma

La riforma nasce dalla legge delega n. 177/2024, che affida al Governo il compito di riscrivere il Codice. Il testo è stato preparato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo il confronto con oltre cento associazioni e operatori del settore.

Ora lo schema di decreto deve ricevere i pareri di Consiglio di Stato, Conferenza unificata e commissioni parlamentari. Dopo la proroga dei termini decisa a settembre 2026, il via libera definitivo è atteso entro marzo 2027.

Da sapere

Fino all'entrata in vigore del nuovo testo valgono le regole attuali. Per ora, quindi, patente e libretto vanno ancora tenuti in auto.

02

Multe: importi più bassi

Le sanzioni minime vengono arrotondate verso il basso:

  • ●da 26 a 25 euro
  • ●da 42 a 40 euro
  • ●da 83 e 87 euro a 80 euro

Viene inoltre sospeso l'adeguamento automatico all'inflazione, che ogni due anni faceva salire gli importi.

03

Le novità più importanti

  • ●Documenti digitali: patente e libretto non dovranno più essere portati con sé, perché le forze dell'ordine potranno controllarli online.
  • ●Senza assicurazione: divieto di circolare con il veicolo a tempo indeterminato.
  • ●Bici elettriche potenti (oltre 0,25 kW, come quelle di molti rider): obbligo di casco e targa. Le normali bici a pedalata assistita restano escluse.
  • ●Minicar: se modificate per andare oltre i 45 km/h, oltre a multa e fermo scatta il divieto di circolare per 30 giorni.
  • ●Monopattini: vietato circolare quando sono d'intralcio o di pericolo per i pedoni.
  • ●Moto: in autostrada potranno usare la corsia di emergenza in caso di incidenti o code, e arriveranno nuove barriere "salva-motociclisti".
  • ●Targhe personalizzate: si potrà scegliere la sigla, purché non sia già usata da un altro veicolo.
  • ●Autisti di bus e camion: il limite d'età per le patenti professionali sale da 68 a 70 anni, con visita ogni due anni.
  • ●Verbali: per le multe rilevate a distanza i Comuni avranno 45 giorni per la notifica, non più 90.
  • ●Conducenti stranieri: più strumenti per recuperare le multe non pagate e obbligo di assicurazione italiana dopo 30 giorni di permanenza.

04

Contrassegno disabili: meno burocrazia

Una novità importante per molte famiglie riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE). Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, così il permesso sarà riconosciuto ovunque, anche nelle ZTL di altre città.

I Comuni che non aderiscono non potranno usare le telecamere per multare chi sosta negli stalli riservati o entra nelle ZTL.

05

Cosa non cambia

Rispetto alle prime bozze, due proposte sono state eliminate:

  • ●la patente B a 17 anni;
  • ●le multe ai pedoni che attraversano usando lo smartphone.

Per le famiglie

Se in casa c'è un ragazzo con la minicar, attenzione alle modifiche "fai da te": oltre alla multa, il mezzo rischia di restare fermo per un mese. Le regole sono pensate per la sicurezza dei più giovani.

Multe più leggere non bastano: la sicurezza sulla strada dipende prima di tutto da come guidiamo, ogni giorno, con i nostri figli a bordo.

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06

Link istituzionali

  • ●
  • ●Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – notizie ufficiali sulla riforma
  • ●
  • ●Governo – Consiglio dei ministri – comunicati delle sedute
  • ●
  • ●Gazzetta Ufficiale – testi di legge pubblicati
  • ●
  • ●Normattiva – il Codice della strada in vigore
  • ●
  • ●Portale dell'Automobilista – patente, punti e veicoli
  • ●
  • ●Polizia di Stato – sicurezza stradale e Polizia Stradale
  • ●
  • ●Camera dei deputati – iter parlamentare

Fonte: ANSA, 14 ottobre 2026. Articolo informativo: le misure descritte sono contenute in uno schema di decreto non ancora definitivo e potrebbero cambiare durante l'iter di approvazione.

Decreto scuola 2026: la guida completa per le famiglie
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Decreto scuola 2026: la guida completa per le famiglie

Mariano Aliberti Lex Family 01 Ottobre 2026

Il 30 settembre 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 170. È in vigore dal 1° ottobre.
Il nome ufficiale è lungo, ma il contenuto si riassume così: misure per l'avvio dell'anno scolastico 2026/27, per i progetti PNRR, per l'integrazione degli studenti stranieri e per università e ricerca.

Sui giornali se ne è parlato soprattutto per il tetto del 30% agli alunni stranieri. In realtà il decreto tocca molti aspetti della vita scolastica quotidiana: sostegno, PEI, libri, orientamento, personale, latino alle medie.

In questa guida spieghiamo ogni misura in modo semplice, con esempi concreti e consigli pratici.

In breve

✓Il decreto-legge 170/2026 è in vigore dal 1° ottobre e va convertito in legge entro fine novembre.

✓Il PEI ora definisce le ore di sostegno, con adeguata motivazione.

✓Scadenze anticipate: per gli alunni già iscritti il PEI definitivo si fa entro giugno; per i nuovi entro il 15 ottobre.

✓Il testo può ancora cambiare in Parlamento: conviene seguire gli aggiornamenti.

01Prima di tutto: cos'è un decreto-legge?

●Il decreto-legge è un atto del Governo con forza di legge, usato nei casi di urgenza.

●Vale subito, dal giorno dopo la pubblicazione.

●Il Parlamento deve convertirlo in legge entro 60 giorni, quindi entro fine novembre 2026.

●Durante la conversione il testo può essere modificato. Se non viene convertito, perde efficacia.

Per le famiglie significa: le regole valgono già oggi, ma alcuni dettagli potrebbero cambiare nelle prossime settimane. Conviene seguire gli aggiornamenti.

02Parte 1 – PEI e sostegno

Che cos'è il PEI

Il Piano Educativo Individualizzato è il documento che costruisce il percorso scolastico dell'alunno con disabilità certificata.
Al suo interno troviamo:
il profilo e i punti di forza dell'alunno;
gli obiettivi educativi e didattici;
gli strumenti e le strategie da usare in classe;
le modalità di verifica e valutazione;
le ore di sostegno e le altre risorse (assistenza, educatori, ecc.).

●Lo redige il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione), formato da:

●docenti della classe e insegnante di sostegno;

●genitori o tutori;

●specialisti dell'ASL e figure che seguono il bambino;

●eventualmente l'alunno stesso, alle superiori.

03Novità 1: il PEI "definisce" le ore di sostegno

Fino a ieri il PEI conteneva solo una proposta di ore. La decisione finale spettava all'Ufficio Scolastico Regionale, che "assegnava" le ore.

Con il nuovo decreto il PEI definisce il numero di ore, con adeguata motivazione. L'Ufficio Scolastico le attribuisce all'interno dei posti di sostegno disponibili.

L'obiettivo dichiarato è conoscere il fabbisogno prima dell'estate, così da programmare l'organico e avere i docenti in cattedra già dal primo giorno.

●Cosa significa per voi:

●La decisione del GLO conta di più.

●La motivazione scritta diventa il cuore del PEI: più è chiara e documentata, più è solida.

●Resta comunque il limite dei posti disponibili: il decreto non crea automaticamente nuovi insegnanti.

04Novità 2: le scadenze anticipate

●Prima: il PEI definitivo si faceva, di norma, entro ottobre, cioè ad anno già iniziato.

●Ora le scadenze cambiano in base alla situazione:

●Alunni nuovi iscritti o con nuova certificazione

●PEI provvisorio entro giugno

●PEI definitivo entro e non oltre il 15 ottobre

●Alunni già iscritti

●PEI definitivo entro giugno, per l'anno successivo

●Aggiornamenti e correzioni entro le prime due settimane di ottobre

●Modifiche possibili anche dopo, se cambiano le condizioni del bambino

●Esempio – Luca, 3ª primaria
A giugno il GLO si riunisce e approva il PEI per la 4ª, comprese le ore di sostegno. A settembre le maestre notano nuove difficoltà nella lettura: entro metà ottobre il GLO aggiorna gli obiettivi.

●Esempio – Giulia, certificata a marzo
È la sua prima certificazione. Entro giugno si fa un PEI provvisorio. Dopo le prime settimane di scuola, quando i docenti la conoscono meglio, il PEI diventa definitivo entro il 15 ottobre.

05Novità 3: le ore restano stabili da un anno all'altro

Questa è la modifica più importante, inserita nell'articolo 7 del D.Lgs. 66/2017.

●Quando si passa da una classe alla successiva:

●si aggiornano ogni anno obiettivi, strategie, verifiche e criteri di valutazione;

●il mantenimento delle ore dell'anno precedente viene valutato in via prioritaria;

●le ore cambiano solo se emergono nuove condizioni della persona;

●resta sempre il vincolo dell'organico disponibile.

●E al cambio di ciclo?
Nel passaggio tra gradi di scuola (infanzia → primaria → medie → superiori), il PEI va aggiornato anche per le ore. Lo stesso vale se cambiano in modo rilevante le condizioni del bambino o il contesto (es. nuova classe, nuova scuola).

●Esempio – Marco, 2ª media, 18 ore
In 3ª media la base di partenza sono le stesse 18 ore. Se però Marco ha avuto un peggioramento certificato, il GLO può motivare un aumento.

●Esempio – Sofia, dalla 5ª primaria alla 1ª media
Cambia scuola, compagni e insegnanti. Il GLO della nuova scuola ridefinisce da zero le ore necessarie.

●Il lato positivo: più continuità e meno incertezza ogni settembre.

●Il rischio: che le ore vengano "congelate" anche quando servirebbe rivederle. Per questo è importante documentare sempre i cambiamenti.

06I nodi ancora da chiarire sul PEI

Una frase ambigua
Il testo dice che al cambio di ciclo il PEI si aggiorna per le ore "limitatamente a tale passaggio".
Letta alla lettera, sembrerebbe quasi che in quell'anno si aggiornino solo le ore e non gli obiettivi: sarebbe un controsenso. Si attendono chiarimenti ministeriali o correzioni in Parlamento.

●Il GLO può decidere senza genitori?

●Il PEI può essere approvato anche in assenza di una delle componenti, se:

●è stata regolarmente convocata;

●la sua assenza impedisce di rispettare le scadenze.

●Diverse associazioni temono che questo possa diventare un modo per escludere le famiglie dalle decisioni.

●Una scelta non condivisa
La riforma non è passata dall'Osservatorio sull'inclusione scolastica, l'organismo che riunisce ministero e associazioni.

●Servono gli insegnanti
Programmare prima le ore è utile solo se ci sono docenti specializzati, assegnati in tempo e possibilmente stabili.

07Parte 2 – alunni stranieri e classi multiculturali

Il tetto del 30% nelle classi prime

●Da quando: anno scolastico 2027/28 (iscrizioni di gennaio 2027).

●Dove: solo nelle classi prime.

●Norma: articolo 13 del decreto.

●Attenzione: non riguarda tutti gli alunni stranieri.

●Il limite si applica agli studenti con cittadinanza non italiana senza un percorso scolastico pluriennale in Italia. In base a quanto anticipato:

●Primaria: conta chi non è nato in Italia o non ha frequentato almeno 2 anni di scuola dell'infanzia italiana.

●Secondaria: conta chi non ha frequentato con esito positivo la scuola italiana per almeno 3 anni.

●Quindi un bambino figlio di genitori stranieri, ma nato e cresciuto in Italia, normalmente non rientra nel conteggio.

●Cosa succede se si supera la soglia?
1 Gli uffici scolastici territoriali cercano di distribuire gli iscritti tra le scuole vicine, tutelando per quanto possibile la vicinanza a casa.
2 Se non è possibile, scatta un fondo per corsi extracurricolari di potenziamento dell'italiano.

●Esempio – Amir
Nato a Piacenza da genitori marocchini, ha fatto 3 anni di scuola materna. Non rientra nel 30%.

●Esempio – Elena
Arriva dall'Ucraina a 6 anni e non ha frequentato l'infanzia in Italia. Rientra nel conteggio della sua 1ª primaria.

●Esempio – Una scuola di quartiere
Una primaria ha il 40% di nuovi iscritti "conteggiabili". L'ufficio scolastico prova a indirizzarne alcuni verso istituti vicini. Se non ci sono posti, la scuola attiva corsi di italiano aggiuntivi.

●Secondo le prime analisi, le condizioni previste rendono la norma flessibile: l'impatto reale potrebbe riguardare circa un migliaio di classi in tutta Italia.

●Arrivi durante l'anno
Il decreto regola anche l'inserimento degli studenti stranieri che arrivano a metà anno, materia finora disciplinata dal DPR 394/1999.

●Italiano per i genitori stranieri

●Norma: articolo 12 del decreto.

●Corsi gratuiti di italiano per i genitori con difficoltà linguistiche che ostacolano il rapporto con la scuola.

●Organizzati tramite i CPIA (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti).

●Obiettivo: raggiungere il livello A2 (livello base, sufficiente per comunicare nelle situazioni quotidiane).

●Nei casi in cui la barriera linguistica in famiglia ostacola l'integrazione è prevista la segnalazione ai servizi sociali. Le anticipazioni parlavano anche di possibili conseguenze dopo una diffida: è un punto da leggere con attenzione nel testo definitivo.

●Esempio
La mamma di Fatima non riesce a capire le comunicazioni dei docenti né a partecipare ai colloqui. La scuola può indirizzarla al CPIA per un corso gratuito.

●Perché è importante: senza una lingua comune è difficile capire voti, assenze, difficoltà e opportunità. L'alleanza scuola-famiglia parte dal capirsi.

●Volto riconoscibile a scuola

●Non si può partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto in modo da non essere riconoscibili (es. niqab e burqa).

●Eccezioni per motivi sanitari o di sicurezza (es. mascherine).

●Vale per lezioni, attività extracurricolari e incontri scuola-famiglia.

●Le anticipazioni indicano sanzioni da 200 a 1.000 euro; se coinvolge un minore, la responsabilità ricade sul genitore.

08Parte 3 – didattica e percorsi

Latino facoltativo alle medie

●Norma: articolo 3 del decreto.

●Da quando: anno scolastico 2027/28.

●Si chiama LEL – Latino per l'educazione linguistica.

●Facoltativo, scelto dalle famiglie.

●1 ora a settimana in più, dalla 2ª media, per 33 ore l'anno.

●Insegnato da docenti di lettere (classe A-12) con studi universitari di latino.

●Il docente partecipa alla valutazione degli studenti iscritti al corso.

●Va attuato senza nuove risorse: ogni scuola dovrà organizzarsi con personale e mezzi già disponibili.

●Esempio
Vostro figlio è in 1ª media nel 2026/27. Il prossimo anno, in 2ª, potrete decidere se iscriverlo al latino.

●Perché può essere utile: il latino aiuta a capire meglio la grammatica italiana e l'origine delle parole. Può essere un buon "allenamento" per chi pensa al liceo.

●Tecnici e professionali diventano "licei"

●Secondo le anticipazioni, gli istituti tecnici e professionali assumeranno la denominazione di "licei".

●La domanda aperta: basterà cambiare nome per superare la vecchia idea che i licei valgano "di più"?

●Molto dipenderà da offerta formativa, laboratori, legami con imprese e università.

09Parte 4 – soldi per le famiglie e le scuole

Libri di testo

●Il decreto rifinanzia i fondi per i libri di testo gratuiti o semigratuiti. Secondo le anticipazioni:

●+21 milioni di euro per il 2026;

●soglia di accesso al contributo alzata da 30.000 a 40.000 euro;

●contributo esteso ad altre annualità della secondaria.

●Esempio
Una famiglia con un valore di riferimento di 35.000 euro finora era esclusa. Con la nuova soglia potrebbe rientrare.

●Cosa fare: i bandi sono gestiti da Comuni e Regioni. Controllate i siti del vostro Comune e della Regione e chiedete in segreteria quando escono le domande.

●Orientamento e dispersione scolastica

●Il fondo per tutoraggio, orientamento e contrasto all'abbandono cresce di:

●+30 milioni nel 2026;

●+40 milioni nel 2027.

●Servono per attività di recupero, orientamento nella scelta della scuola superiore e accompagnamento degli studenti più fragili.

●Cyberbullismo

●+4 milioni l'anno, per il 2026 e il 2027, al fondo contro il cyberbullismo.

●Possono finanziare formazione per studenti, docenti e genitori, sportelli d'ascolto e progetti di educazione digitale.

Personale, segreterie e PNRR

●Risorse per rafforzare segreterie e corpo ispettivo (circa 170 milioni secondo le anticipazioni).

●Confermati ruoli e compensi dei docenti tutor e orientatori.

●Prorogate le semplificazioni per completare i lavori di edilizia scolastica finanziati dal PNRR.

●Compensi per revisori dei conti e personale impegnato nella rendicontazione dei progetti PNRR.

10Calendario: cosa vale e da quando

●Dal 1° ottobre 2026

●nuove regole su PEI e ore di sostegno;

●divieto di volto coperto;

●nuovi fondi per libri, orientamento, cyberbullismo, personale.

●Entro fine novembre 2026

●conversione in legge da parte del Parlamento (possibili modifiche).

●Giugno 2027

●prima scadenza dei PEI definitivi per gli alunni già iscritti.

●Dall'anno scolastico 2027/28

●tetto del 30% nelle classi prime;

●latino facoltativo in 2ª media.

11Domande frequenti

Mio figlio ha il sostegno: perderà ore?
No, non automaticamente. Anzi, la regola è che le ore dell'anno precedente vengono mantenute in via prioritaria, salvo cambiamenti documentati.

Se non posso andare al GLO, decidono senza di me?
Possono farlo, se siete stati convocati regolarmente e la vostra assenza fa saltare le scadenze. Per questo è fondamentale rispondere sempre e, se serve, chiedere un'altra data per iscritto.

Mio figlio è nato in Italia da genitori stranieri: rientra nel 30%?
Di norma no, soprattutto se ha frequentato la scuola dell'infanzia in Italia.

Il latino sarà obbligatorio?
No, è facoltativo e lo scelgono le famiglie.

Quando posso chiedere il contributo libri?
Dipende dai bandi di Comune e Regione. Informatevi in segreteria o sul sito del Comune.

12Consigli pratici per le famiglie

●Rispondete sempre alle convocazioni del GLO.

●Se non potete, chiedete una data alternativa via email o PEC, così resta traccia.

●Portate relazioni aggiornate di neuropsichiatri, logopedisti, terapisti.

●Leggete bene la motivazione delle ore nel PEI e chiedete chiarimenti se è vaga.

●Chiedete sempre copia del PEI e del verbale.

●Segnate in agenda giugno e metà ottobre.

●Verificate se ora rientrate nel contributo libri.

●Per le iscrizioni di gennaio 2027, informatevi presto su criteri e posti nelle classi prime.

●In caso di dubbi o problemi, rivolgetevi a un'associazione o a un legale.

13Norme e fonti istituzionali

●Gazzetta Ufficiale – D.L. 30 settembre 2026, n. 170 (GU n. 227):

●D.Lgs. 66/2017 – Inclusione scolastica (art. 7, PEI):

●D.Lgs. 96/2019 – Correttivo sull'inclusione:

●Legge 104/1992 – Diritti delle persone con disabilità:

●D.Lgs. 62/2017 – Valutazione ed esami:

●DPR 394/1999 – Inserimento scolastico degli alunni stranieri:

●DPR 263/2012 – CPIA e istruzione degli adulti:

●Legge 448/1998, art. 27 – Libri di testo gratuiti:

●Legge 71/2017 – Contrasto al cyberbullismo:

●Ministero dell'Istruzione e del Merito:

●MIM – Inclusione e modelli PEI:

●Fonti: Vita.it (1° ottobre 2026), Tuttoscuola (25 settembre e 1° ottobre 2026)

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la consulenza di un avvocato: ogni situazione va valutata nel caso concreto. Norme e scadenze possono cambiare: verifica sempre le fonti ufficiali.

Affitto: chi paga cosa? Guida completa alle spese tra inquilino e proprietario
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Affitto: chi paga cosa? Guida completa alle spese tra inquilino e proprietario

Redazione LexFamily Lex Family 24 Settembre 2026
  • #affitto #tutelalegale #inquilino #locatori #lexfamily

La caldaia si rompe, arriva il conguaglio del condominio, bisogna ridipingere casa prima di lasciarla… Tocca all'inquilino o al proprietario? È una delle domande più frequenti per chi vive in affitto. Ecco una guida chiara, con esempi pratici.

In breve

✓All'inquilino l'uso quotidiano e la piccola manutenzione; al proprietario la manutenzione straordinaria.

✓Criterio pratico: se si rompe per l'uso paga l'inquilino, se è vecchio o difettoso il proprietario.

✓Gli oneri accessori (pulizie, ascensore, riscaldamento…) sono in genere a carico dell'inquilino.

✓Prima di pagare l'inquilino può chiedere l'elenco delle spese e vedere i documenti.

01La regola base in una frase

●All'inquilino (conduttore)l'uso quotidiano e la piccola manutenzione.

●Al proprietario (locatore)la manutenzione straordinaria, le sostituzioni e gli adeguamenti di legge.

Lo stabilisce il Codice Civile:

●Art. 1575 c.c. – il locatore deve consegnare l'immobile in buono stato e mantenerlo idoneo all'uso.

●Art. 1576 c.c. – il locatore esegue tutte le riparazioni necessarie, tranne quelle di piccola manutenzione, a carico dell'inquilino.

●Art. 1609 c.c. – le piccole riparazioni sono quelle dovute a deterioramenti da uso, non da vetustà o caso fortuito.

●Il criterio pratico

●Si è rotto perché l'ho usato → inquilino

●Si è rotto perché è vecchio o difettoso → proprietario

02Gli oneri accessori per legge

La Legge 392/1978, art. 9 mette a carico dell'inquilino, salvo patto contrario:

●Pulizia delle parti comuni (servizio e materiali)

●Ascensore (funzionamento e manutenzione ordinaria)

●Fornitura dell'acqua

●Energia elettrica, anche delle parti comuni

●Riscaldamento e condizionamento

●Spurgo pozzi neri e latrine

●Altri servizi comuni

●Portineria: 90% inquilino, 10% proprietario (si può pattuire una quota inferiore per l'inquilino)

03Tempi e diritti dell'inquilino

●Il pagamento va fatto entro 2 mesi dalla richiesta.

●Prima di pagare, ha diritto all'elenco dettagliato delle spese con i criteri di ripartizione.

●Può chiedere di vedere i documenti giustificativi (fatture, ricevute, rendiconto).

Importante

Attenzione alla formula "salvo patto contrario": il contratto può spostare alcune spese. Leggilo bene prima di firmare!

04Lavori straordinari: il canone può aumentare?

La L. 392/78 (art. 23) prevedeva che, dopo lavori straordinari importanti (es. rifacimento del tetto), il proprietario potesse chiedere un aumento del canone pari al massimo all'interesse legale sulla somma spesa, dedotti i contributi ricevuti.

Oggi, per gli affitti ad uso abitativo, questa norma è stata abrogata dalla Legge 431/1998: un eventuale aumento dipende da quanto previsto nel contratto. Resta rilevante soprattutto per le locazioni non abitative e i contratti datati.

05Chi paga cosa, voce per voce

Il riferimento è la Tabella degli oneri accessori (Allegato D al D.M. 16 gennaio 2017), obbligatoria per i contratti a canone concordato e usata come guida per tutti gli altri.

Inquilino Proprietario Divisa

06Ascensore

Inquilino

●Manutenzione ordinaria e piccole riparazioni

●Energia elettrica, ispezioni e collaudi

Proprietario

●Installazione e manutenzione straordinaria

●Adeguamento a nuove norme

07Riscaldamento, climatizzazione, acqua calda

Inquilino

●Combustibile, consumi, lettura contatori

●Manutenzione ordinaria, pulizia annuale, filtri

Proprietario

●Installazione e sostituzione dell'impianto

●Adeguamento a leggi e regolamenti

●Manutenzione straordinaria

08Autoclave

Inquilino

●Manutenzione ordinaria, forza motrice, ricarica pressione

Proprietario

●Sostituzione impianto o componenti primari (pompa, serbatoio…)

●Imposte e tasse d'impianto

09Citofoni, illuminazione, allarmi, TV

Inquilino

●Manutenzione ordinaria

Proprietario

●Installazione, sostituzione, potenziamento

10Antincendio

Inquilino

●Ricarica estintori, ispezioni, manutenzione ordinaria

Proprietario

●Acquisto estintori, installazione impianto

11Parti comuni

Inquilino

●Manutenzione ordinaria di grondaie, scarichi, tetti, fognature

●Acqua e luce delle parti comuni

●Cura del verde

●Manutenzione ordinaria di serrature, caselle postali, zerbini, bidoni

Proprietario

●Sostituzione e manutenzione straordinaria di grondaie, scarichi, tetti, fognature

●Acquisto di serrature, caselle postali, zerbini, bidoni

12Dentro l'appartamento

Inquilino

●Tinteggiatura pareti

●Sostituzione vetri

●Rifacimento chiavi e serrature

●Manutenzione ordinaria di infissi, serrande, sanitari, impianto elettrico

●Verniciatura di legno e metallo

Proprietario

●Sostituzione integrale di pavimenti e rivestimenti

●Manutenzione straordinaria del riscaldamento

13Portineria

90% inquilino / 10% proprietario

●Stipendio e contributi del portiere

●Manutenzione ordinaria della guardiola

Proprietario

●Manutenzione straordinaria della guardiola

14Pulizie

Inquilino

●Costo dell'addetto o della ditta di pulizie

Proprietario

●Assunzione addetto o conferimento appalto

●Acquisto macchinari per pulizia

15Rifiuti e varie

Inquilino

●TARI (tassa rifiuti)

●Sacchi, disinfestazione, derattizzazione

●Sgombero neve

●Passo carrabile (occupazione suolo)

Proprietario

●Acquisto bidoni e contenitori

●Occupazione suolo per lavori condominiali

16Esempi pratici

17La caldaia

Revisione annuale e controllo fumi → inquilino

Dopo 15 anni si blocca e va sostituita → proprietario

18Il vetro rotto

Il pallone dei bambini rompe il vetro → inquilino

Il serramento è marcio e va cambiato → proprietario

19L'ascensore

Spese ordinarie e corrente → inquilino

Installazione di un nuovo ascensore → proprietario

20Il portiere

Costo annuo 1.000 € → 900 € inquilino, 100 € proprietario

(se il contratto non dice diversamente)

21Lasciare casa

Pareti ingrigite dall'uso normale → inquilino

Muffa da infiltrazioni dal tetto → proprietario

22Il conguaglio

Arriva una richiesta di 480 €: chiedi il dettaglio delle voci e verifica che non ci siano spese straordinarie.

Poi hai 2 mesi per saldare.

23Checklist per inquilini e proprietari

●Leggi nel contratto la clausola su spese e oneri accessori

●Allega (o richiama) la tabella del D.M. 16/01/2017

●Chiedi sempre il rendiconto dettagliato prima di pagare

●Fai foto datate dell'immobile all'ingresso e all'uscita

●Guasto urgente di competenza del proprietario? Avvisalo subito per iscritto (PEC o raccomandata). Se non interviene, puoi eseguire le riparazioni urgenti e chiedere il rimborso (art. 1577 c.c.)

●Conserva ricevute e comunicazioni per tutta la durata del contratto

24Norme di riferimento

●Codice Civile, artt. 1575, 1576, 1577, 1609 – Normattiva

●Legge 27 luglio 1978, n. 392 (art. 9) – Normattiva

●Legge 9 dicembre 1998, n. 431 – Normattiva

●D.M. 16 gennaio 2017, Allegato D – G.U. Serie Generale n. 62 del 15/03/2017

●Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

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Hotel che Trattengono i documenti di riconoscimento: Cosa dice la Legge e quali Sono i Rischi?
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Hotel che Trattengono i documenti di riconoscimento: Cosa dice la Legge e quali Sono i Rischi?

Mariano Aliberti Lex Family 17 Settembre 2026
  • #lexfamily #dirittidellapersona #tutelafamiliare #alberghi #documenti

Vi è mai capitato di arrivare in albergo e il receptionist vi chieda il passaporto o la carta d'identità per "copiarla" e poi… non restituirla subito?
È una prassi ancora molto diffusa negli hotel italiani, soprattutto quando accettano ospiti stranieri.
Ma è lecita?
Cosa prevede effettivamente la legge?
E quali sono i rischi reali sia per i turisti che per le strutture?

In questo articolo analizziamo il quadro normativo, i vostri diritti e cosa potete fare se il vostro documento viene trattenuto indebitamente.

In breve

✓L'hotel deve registrare gli ospiti e comunicarne i dati alla Questura entro 24 ore.

✓Può consultare e copiare il documento, ma non trattenerlo.

✓Trattenerlo espone l'albergatore a richieste di risarcimento e a sanzioni per la privacy.

✓Se succede, chiedi subito la restituzione del documento.

01Cosa Dice la Legge: L'Obbligo di Identificazione

Il Quadro Normativo

In Italia, gli hotel hanno l'obbligo legale di registrare gli ospiti presso le autorità competenti. Questo obbligo nasce da:

●Decreto Legge 144/2005 (su sicurezza) e successive modifiche

●Decreto Ministeriale 10 settembre 2012 (regolamento per le comunicazioni agli SSMID — Sportelli Stranieri Ministero dell'Interno Decentrati)

●Questure (che controllano il rispetto di questi obblighi)

L'albergatore deve comunicare all'autorità di pubblica sicurezza, entro 24 ore dall'arrivo, i dati personali di ogni ospite, inclusi: nome, cognome, data e luogo di nascita, numero e tipo di documento di identificazione.

Il Documento: Consultazione vs. Trattenimento

Qui sta il punto cruciale: la legge non richiede che l'albergatore TRATTENGA il documento.

L'albergatore ha il diritto (e il dovere) di:

●Consultare il documento

●Copiare i dati necessari (numero documento, date di validità)

●Registrare i dati nel sistema

Ma non ha il diritto di trattenerlo.

TRATTENERE IL DOCUMENTO E' UNA PRATICA ILLEGITTIMA.

02I Rischi Legali per l'Ospite

Se il vostro documento viene trattenuto indebitamente, siete esposti a diversi rischi:

1. Violazione del Diritto al Possesso di Documenti Personali

Il documento è un bene personale e la sua sottrazione costituisce illecito. Potete agire in giudizio per:

●Restituzione immediata

●Risarcimento danni (compresa interruzione del viaggio, stress, perdite economiche)

2. Violazione della Privacy (GDPR)

L'albergatore ha l'obbligo di tutelare i vostri dati personali secondo il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati). Se il documento resta incustodito o viene smarrito, potete denunciare il trattamento illecito.

3. Impossibilità di Circolare Liberamente

Senza il documento:

●Non potete spostarvi liberamente sul territorio italiano (se controllati dalle forze dell'ordine)

●Non potete salire in aereo per partenze anticipate

●Siete praticamente bloccati

4. Azione Penale per Furto o Appropriazione Indebita

Se la trattenzione è consapevole e illegittima, potete denunciare l'albergatore per:

●Appropriazione indebita (art. 646 Codice Penale)

●Furto (art. 624 Codice Penale), se la sottrazione è effettuata "con animo di lucro"

03I Rischi Legali per l'Albergatore

Dal versante dell'albergatore, trattenere documenti espone a:

1. Responsabilità Civile

L'ospite può citare in giudizio per:

●Restituzione del documento

●Risarcimento danni (comprese spese legali)

●Risarcimento per danno non patrimoniale (ansia, disagio)

2. Violazione del GDPR

La Garante per la Protezione dei Dati Personali può irrogare sanzioni fino a € 20 milioni (o il 4% del fatturato globale, se superiore) per:

●Trattamento illegittimo di dati personali

●Mancanza di idonee misure di sicurezza

3. Responsabilità Penale

L'albergatore corre il rischio di:

●Denuncia per appropriazione indebita

●Procedimento per trattamento illegittimo di dati personali

4. Problema con le Autorità

Se un documento viene smarrito o danneggiato, le autorità possono:

●Disporre verifiche sulla gestione documentale

●Applicare sanzioni amministrative

●Revocare autorizzazioni (in casi gravi)

04Cosa Prevede la Legislazione Europea

A livello europeo, la Direttiva UE 2004/38/CE sulla libertà di circolazione sancisce il diritto dei cittadini di muoversi liberamente nel territorio dell'Unione. Le autorità possono controllare l'identità, ma non possono confiscare il documento.

Anche la Convenzione Europea dei Diritti Umani tutela il diritto alla libertà di movimento personale.

05Cosa Fare se il Vostro Documento Viene Trattenuto

Immediato (Durante il Soggiorno)

●Chiedete la restituzione per iscritto — Fate una richiesta formale al responsabile della struttura. Conservate copia della richiesta.

●Coinvolgete il gestore — Se il receptionist rifiuta, salite nella catena gerarchica (manager, proprietario).

●Chiamate la Polizia Locale o i Carabinieri — Se la trattenzione perdura, potete denunciare il fatto. Le autorità interverranno.

●Documentate tutto — Foto, nomi dei dipendenti, orari, testimoni.

Successivamente (Post-Soggiorno)

●Presentate denuncia presso la Questura locale per appropriazione indebita

●Rivolgetevi a un legale per azione civile di risarcimento

●Segnalate alla Garante per la Privacy il trattamento illegittimo di dati

●Contattate l'ente di categoria dell'albergatore (Associazione Albergatori) per segnalare la cattiva pratica

06Buone Prassi: Come Dovrebbe Funzionare

Un albergatore corretto dovrebbe:

●Chiedere il documento al check-in

●Leggerlo e registrare i dati necessari

●Restituirlo immediatamente

●Conservare copia digitale o fotocopia in modo sicuro

●Informare l'ospite sulla normativa e sulla tutela dei dati

●Non richiedere il documento per cose non necessarie (cauzione, pagamenti extra, etc.)

07Conclusioni

La pratica di trattenere i documenti è illegittima e costituisce violazione di legge, sia dal punto di vista civile che penale.

Gli albergatori possono (e devono) consultare e copiare i dati, ma il documento deve essere restituito all'ospite senza ritardi.

Se vi trovate in questa situazione:

●Non abbiate paura di protestare

●Chiedete la restituzione per iscritto

●Rivolgetevi alle autorità se necessario

●Consultate un avvocato per tutelare i vostri diritti

La sicurezza e la corretta identificazione degli ospiti sono importanti, ma non possono violare i diritti fondamentali dei cittadini.

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Cauzione sull'affitto: sì, ti spettano gli interessi (e il contratto non può toglierteli)
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Cauzione sull'affitto: sì, ti spettano gli interessi (e il contratto non può toglierteli)

Mariano Aliberti Lex Family 10 Settembre 2026

Hai versato due o tre mensilità di cauzione quando hai firmato il contratto di affitto? Quella somma non è "ferma" nelle tasche del proprietario: per legge produce interessi che spettano a te. Pochi inquilini lo sanno, e ancora meno li chiedono. Vediamo cosa dice la normativa, con riferimenti precisi da usare anche in una lettera al locatore.

In questo articolo trovi:

La norma che riconosce gli interessi sulla cauzione Quanto valgono (con la tabella dei tassi anno per anno) Cosa succede se il contratto dice "cauzione infruttifera" Quando e come chiederli, e in quanto tempo si prescrivono Un esempio pratico con i conti fatti

In breve

✓La cauzione non può superare tre mensilità del canone.

✓Produce interessi legali che spettano all'inquilino ogni anno (art. 11 L. 392/1978).

✓La clausola di "cauzione infruttifera" è nulla, ma il contratto resta valido.

✓Per il 2026 il tasso legale è dell'1,60%.

01La norma di riferimento: art. 11 della legge 392/1978

Il diritto agli interessi è scritto nero su bianco nell'art. 11 della legge 27 luglio 1978, n. 392 (la cosiddetta "legge sull'equo canone"), che stabilisce due regole:

●il deposito cauzionale non può superare tre mensilità del canone;

●il deposito è produttivo di interessi legali, che devono essere corrisposti al conduttore alla fine di ogni anno.

Importante

Attenzione a un dubbio frequente: la legge 431/1998, che ha riformato le locazioni abitative, ha abrogato molte norme della 392/1978 (art. 14 L. 431/1998), ma non l'art. 11, che resta pienamente in vigore sia per gli affitti a uso abitativo sia per quelli a uso diverso (negozi, uffici, laboratori).

02Quanto valgono gli interessi

Il tasso è quello legale, previsto dall'art. 1284, comma 1, del Codice civile e aggiornato ogni anno dal Ministero dell'Economia e delle Finanze con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 15 dicembre.

Per il 2026 il tasso è fissato all'1,60% annuo dal D.M. MEF 10 dicembre 2025 (G.U. n. 289 del 13 dicembre 2025).

Ecco i tassi degli ultimi anni, utili per fare i conti su un contratto in corso:

Anno Tasso legale
2019 0,80%
2020 0,05%
2021 0,01%
2022 1,25%
2023 5,00%
2024 2,50%
2025 2,00%
2026 1,60%

Gli interessi si calcolano anno per anno con il tasso in vigore in quel periodo: non si applica un unico tasso a tutta la durata del contratto.

03"La cauzione è infruttifera": una clausola nulla

Molti contratti contengono una frase del tipo "il deposito cauzionale non produrrà interessi" oppure "il conduttore rinuncia agli interessi sulla cauzione". Questa clausola non ha alcun valore.

La Corte di Cassazione lo ha affermato più volte: l'obbligo del locatore di corrispondere gli interessi legali sulla cauzione ha natura imperativa, perché tutela il contraente più debole e impedisce che la cauzione si trasformi, tramite i frutti incassati dal proprietario, in un aumento nascosto del canone. Di conseguenza ogni clausola contraria è nulla.

Riferimenti giurisprudenziali:

●Cass. civ., sez. III, 19 agosto 2003, n. 12117 – natura imperativa dell'art. 11 e nullità delle clausole difformi

●Cass. civ., sez. III, 3 maggio 2004, n. 8330 – conferma dello stesso principio

●Cass. civ., sez. III, 8 gennaio 2010, n. 75 – ulteriore conferma

●Cass. civ., sez. III, 15 ottobre 2002, n. 14655 – gli interessi sono irrinunciabili e sono dovuti senza bisogno di richiesta dell'inquilino

La nullità della singola clausola non travolge il resto del contratto: l'affitto resta valido, semplicemente la clausola si considera come non scritta e si applica la legge.

04Quando vanno pagati (e cosa succede se il proprietario non lo fa)

La legge dice "alla fine di ogni anno". Nella pratica quasi nessun proprietario versa gli interessi ogni dicembre, e la Cassazione ha ammesso che possano essere corrisposti tutti insieme al termine della locazione, insieme alla restituzione del deposito (Cass. civ., sez. III, n. 25136/2006).

Il punto fermo è che alla riconsegna delle chiavi il proprietario deve restituire cauzione più interessi maturati (Cass. n. 14655/2002). L'obbligo di restituzione scatta subito al rilascio dell'immobile: se il locatore trattiene la somma senza avviare una causa per i danni, l'inquilino può ottenere un decreto ingiuntivo (Cass. civ., sez. III, n. 18069/2019; Cass. civ. n. 3882/2015).

Prescrizione: il diritto agli interessi si prescrive in 5 anni (art. 2948, n. 4, Codice civile), perché si tratta di una prestazione periodica annuale. Se il contratto dura 8 anni e non hai mai ricevuto nulla, puoi comunque recuperare gli interessi degli ultimi cinque. Per non perdere le annualità più vecchie basta una raccomandata o PEC di richiesta, che interrompe la prescrizione (art. 2943 c.c.).

05Esempio pratico

Canone di 800 € al mese, cauzione di 2.400 € (tre mensilità), contratto dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025.

Anno Tasso Interessi
2022 1,25% 30,00 €
2023 5,00% 120,00 €
2024 2,50% 60,00 €
2025 2,00% 48,00 €
Totale   258,00 €

Alla riconsegna dell'appartamento il proprietario deve restituire 2.658 €, non 2.400 €. Non è una cifra enorme, ma è denaro tuo: e su un contratto lungo, o con canoni più alti, il conto sale.

06Come chiederli in pratica

●Rileggi il contratto: se c'è una clausola che esclude gli interessi, sai già che è nulla.

●Fai i conti anno per anno con la tabella dei tassi.

●Scrivi al proprietario (raccomandata A/R o PEC) citando l'art. 11 L. 392/1978 e chiedendo il pagamento degli interessi maturati; puoi farlo durante il contratto o insieme alla richiesta di restituzione della cauzione.

●Se non ottieni risposta, puoi rivolgerti a un'associazione inquilini o a un avvocato: per somme così contenute è spesso sufficiente una diffida legale, e in caso di causa resta possibile il decreto ingiuntivo.

07In sintesi

●La cauzione produce interessi legali per legge (art. 11 L. 392/1978)

●Il tasso 2026 è l'1,60% (D.M. MEF 10/12/2025)

●Le clausole "cauzione infruttifera" sono nulle (Cass. 12117/2003, 8330/2004, 75/2010)

●Gli interessi sono dovuti anche senza richiesta e vanno restituiti al rilascio con la cauzione (Cass. 14655/2002)

●Si prescrivono in 5 anni (art. 2948 n. 4 c.c.): una PEC interrompe il termine

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Congedo di Maternità 2026: la Guida Completa per TUTTE le Lavoratrici
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Congedo di Maternità 2026: la Guida Completa per TUTTE le Lavoratrici

Redazione FiscoFamily Lex Family 20 Agosto 2026
  • #congedomaternita #tutelagiuridica

Aspettare un bambino è una gioia immensa… ma anche un momento in cui servono risposte chiare: quanto durerà il mio congedo? Quanto mi pagheranno? E se sono autonoma, precaria o disoccupata? In questa guida facciamo chiarezza per ogni categoria di lavoratrice, con esempi pratici, importi aggiornati al 2026 e tutti i link ufficiali per approfondire.

In breve

✓Il congedo di maternità dura 5 mesi, distribuibili in modo flessibile (2+3, 1+4 o 0+5).

✓Alle dipendenti spetta un'indennità INPS dell'80% della retribuzione, spesso integrata dal CCNL.

✓Dal 2025 le mamme con almeno 2 figli ricevono il 100% nel periodo obbligatorio.

✓Tutele specifiche anche per lavoratrici agricole, colf e badanti e altre categorie.

01Cos'è il congedo di maternità

Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla mamma lavoratrice, disciplinato dal Testo Unico maternità/paternità (D.Lgs. 151/2001). Durata: 5 mesi complessivi, distribuibili in tre modi:

●2+3 (ordinaria): 2 mesi prima della data presunta del parto + 3 mesi dopo

●1+4 (flessibilità): 1 mese prima + 4 dopo, con certificato medico che attesti l'assenza di rischi

●0+5 (tutto dopo il parto): possibile solo con certificazione del ginecologo e del medico competente Durante il congedo è vietato lavorare: è un diritto indisponibile, costituzionalmente tutelato. Normativa completa: D.Lgs. 151/2001 su Normattiva

02Lavoratrici DIPENDENTI (private e pubbliche)

Indennità INPS: 80% della retribuzione media giornaliera (calcolata sull'ultimo periodo di paga prima del congedo). Buone notizie:

●Molti CCNL integrano fino al 100% a carico del datore di lavoro (Commercio, Metalmeccanici, Terziario…): controlla il tuo contratto!

●Dal 2025 (Legge di Bilancio 2024) le mamme con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) ricevono l'indennità al 100% per il periodo obbligatorio

●Durante il congedo maturano ferie, tredicesima e TFR come se stessi lavorando!

Esempio pratico – Giulia, impiegata, €1.600 lordi/mese: Retribuzione giornaliera ≈ €53,33 → indennità INPS ≈ €42,66/giorno ≈ €1.280/mese. Se il suo CCNL integra al 100%, percepisce l'intero stipendio. Se ha già 2 figli, l'INPS paga direttamente il 100%. Domanda: online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS) prima dell'inizio del congedo, oppure tramite patronato. Il datore di lavoro va comunque informato. INPS – Indennità congedo di maternità lavoratrici dipendenti

03Lavoratrici AGRICOLE (OTI e OTD)

●Anche qui 80% della retribuzione media giornaliera, ma con una tutela in più: per il 2026 la base di calcolo non può scendere sotto €51,70/giorno, quindi l'indennità minima è €41,36/giorno. Le braccianti a tempo determinato (OTD) hanno diritto all'indennità se risultano iscritte negli elenchi agricoli con almeno 51 giornate nell'anno precedente.

●Esempio – Fatima, bracciante stagionale: anche se nei mesi del congedo non avrebbe lavorato, percepisce almeno €41,36 al giorno per tutti i 5 mesi, pagati direttamente dall'INPS.

04COLF, BADANTI e lavoratrici domestiche

Indennità all'80%, calcolata sulle retribuzioni convenzionali, pagata direttamente dall'INPS sul conto della lavoratrice (il datore di lavoro domestico non anticipa nulla). Requisito: 26 contributi settimanali nell'ultimo anno oppure 52 negli ultimi due anni prima del congedo. Esempio – Elena, badante convivente: con i contributi in regola, presenta domanda online all'INPS e riceve il bonifico direttamente, senza passare dalla famiglia datrice di lavoro.

05Lavoratrici AUTONOME (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette)

Indennità pari all'80% della retribuzione convenzionale stabilita ogni anno per legge (non del guadagno reale!): nel 2026 parliamo indicativamente di €2.000-2.200 totali per i 5 mesi. Differenze importanti:

●NON c'è obbligo di astensione: puoi continuare a lavorare e percepire comunque l'indennità!

●La domanda si presenta DOPO il parto (entro 1 anno dalla fine del periodo indennizzabile)

●Requisito: regolarità contributiva con la propria gestione INPS Esempio – Chiara, parrucchiera con partita IVA artigiani: continua a gestire il salone part-time dopo il parto e riceve comunque l'indennità piena per i 5 mesi. INPS – Indennità di maternità lavoratrici autonome

06GESTIONE SEPARATA (freelance, co.co.co., forfettarie senza cassa)

Indennità pari all'80% di 1/365 del reddito dichiarato nei 12 mesi precedenti, per circa 5 mesi. Requisito: almeno 3 mesi di contributi con aliquota maggiorata nei 12 mesi prima del congedo. Tutela rafforzata: per le iscritte alla Gestione Separata esiste anche l'automaticità delle prestazioni (se il committente non ha versato i contributi dovuti, l'indennità spetta comunque per le co.co.co.) e NON c'è obbligo di astensione dal lavoro. Esempio – Martina, grafica freelance in regime forfettario, reddito €18.000: €18.000 ÷ 365 = €49,31/giorno → 80% = €39,45/giorno → per ~152 giorni ≈ €6.000 totali. INPS – Maternità Gestione Separata

07LIBERE PROFESSIONISTE con Cassa (avvocate, architette, psicologhe, commercialiste…)

Chi è iscritta a una cassa professionale privata (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAP, CNPADC…) riceve l'indennità dalla propria cassa, non dall'INPS. In genere: 80% dei 5/12 del reddito professionale dichiarato nel secondo anno precedente, con importi minimi e massimi fissati da ogni cassa. Esempio – Avv. Laura, reddito 2024 di €30.000: 5/12 di €30.000 = €12.500 → 80% = €10.000 (salvo minimi/massimi di Cassa Forense). Domanda direttamente alla propria cassa, di solito dal 6° mese di gravidanza. Controlla il regolamento della tua cassa!

08DISOCCUPATE con contributi recenti

Non tutte sanno che l'indennità di maternità spetta anche a molte disoccupate! Hai diritto all'indennità INPS (80%) se il congedo inizia:

●entro 60 giorni dall'ultimo giorno di lavoro, oppure

●entro 180 giorni dall'ultimo giorno di lavoro, se hai 26 contributi settimanali nei 2 anni precedenti (per chi ha svolto lavori esclusi dal contributo di disoccupazione) Se percepisci la NASpI, l'indennità di maternità sostituisce la NASpI per i 5 mesi (e la NASpI riprende dopo, prolungata di pari periodo). Esempio – Sara, contratto scaduto 40 giorni prima dell'inizio del congedo: ha diritto all'80% dell'ultima retribuzione per tutti i 5 mesi, pagata direttamente dall'INPS.

09CASALINGHE e mamme SENZA copertura contributiva

Anche chi non lavora ha una tutela: l'Assegno di maternità dei Comuni (art. 74 D.Lgs. 151/2001). Importo 2026: €413,10 al mese per 5 mensilità = €2.065,50 totali, pagati dall'INPS in un'unica soluzione. Requisiti:

●ISEE minorenni non superiore a €20.668,26 (valore 2026)

●Nessuna indennità di maternità (o indennità inferiore all'assegno: in tal caso spetta la quota differenziale)

●Residenza in Italia e cittadinanza italiana/UE o titolo di soggiorno idoneo Domanda al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita (o dall'ingresso in famiglia per adozione/affidamento). Vale per ogni figlio: parto gemellare = importo doppio! Esiste anche l'Assegno di maternità dello Stato (art. 75) per lavoratrici atipiche/discontinue con almeno 3 mesi di contributi tra il 18° e il 9° mese prima del parto: si chiede direttamente all'INPS, senza limiti ISEE. INPS – Assegno di maternità dei Comuni INPS – Aggiornamento importi 2026 (Circolare n. 16/2026)

10Casi particolari da conoscere

●Interdizione anticipata: in caso di gravidanza a rischio o mansioni pericolose, l'astensione può iniziare prima dei 2 mesi (domanda all'ASL per motivi di salute, all'Ispettorato del Lavoro per motivi lavorativi), sempre con indennità all'80%

●Parto prematuro: i giorni non goduti prima del parto si aggiungono dopo, senza perdere nulla

●Ricovero del neonato: il congedo può essere sospeso e ripreso alla dimissione del bambino

●Adozione e affidamento: stessi 5 mesi di congedo, dall'ingresso del minore in famiglia

●Il papà al posto della mamma: in caso di morte, grave infermità della madre o abbandono, il padre ha diritto al congedo di paternità alternativo

11Come fare domanda: riepilogo rapido

1 Dipendenti/agricole/colf/disoccupate: domanda telematica INPS prima dell'inizio del congedo → Portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato (gratuito) o Contact Center 803.164
2 Autonome e Gestione Separata: domanda INPS dopo il parto (entro 1 anno dalla fine del periodo)
3 Professioniste con cassa: domanda alla propria cassa previdenziale
4 Casalinghe: domanda al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita

Documenti utili: certificato di gravidanza telematico (lo invia il ginecologo all'INPS), codice fiscale del bambino dopo la nascita, IBAN, ISEE (solo per l'assegno comunale).

12Link istituzionali utili

●INPS – Portale maternità e paternità

●Testo Unico D.Lgs. 151/2001 (Normattiva)

●Ministero del Lavoro – Tutela della maternità/paternità

●Dipartimento per le Politiche della Famiglia

13Hai ancora dubbi? Prova il nostro SIMULATORE!

Abbiamo creato per te un simulatore interattivo: rispondi a poche domande sulla tua situazione lavorativa e scopri subito quanto ti spetta, per quanto tempo e come fare domanda. E se la tua situazione è particolare, scrivici: Fattore Famiglia è al fianco delle famiglie piacentine, sempre!

Importante

Le informazioni hanno scopo divulgativo e sono aggiornate ad agosto 2026: per il tuo caso specifico rivolgiti a INPS, a un patronato o ai nostri sportelli.


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