"Glielo ripeto dieci volte e sembra non sentirmi." "Ogni richiesta diventa una discussione." "Non collabora mai."
Sono frasi che molti genitori si ritrovano a dire, soprattutto quando i bambini sembrano ignorare ogni richiesta o si oppongono anche alle cose più semplici della quotidianità.
In questi momenti è naturale sentirsi frustrati. La tentazione è pensare che il bambino sia semplicemente disubbidiente o provocatorio.
In realtà, molto spesso, dietro un comportamento c'è molto di più.
Nel video la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell'età evolutiva, spiega perché — prima di concentrarsi su punizioni o obblighi — è importante provare a comprendere cosa sta comunicando davvero quel comportamento.
In breve
✓Spesso un bambino che non ascolta non sta sfidando: può essere stanco o in difficoltà.
✓I passaggi da un'attività all'altra sono tra i momenti più delicati della giornata.
✓Dietro un "no" c'è spesso un'emozione: chiedersi "perché" aiuta più di "come farlo smettere".
✓Anticipare i cambiamenti, routine e tono calmo favoriscono la collaborazione.
01Quando un bambino non ascolta, è sempre una scelta?
Naturalmente esistono momenti in cui un bambino mette alla prova i limiti o sperimenta la propria autonomia. Ma ci sono anche tante situazioni in cui il problema non è la volontà di "non obbedire".
Può accadere, ad esempio, che il bambino:
●sia molto stanco
●abbia difficoltà a interrompere un'attività che lo coinvolge
●faccia fatica a gestire un cambiamento improvviso
●sia sopraffatto da emozioni che non riesce ancora a esprimere con le parole
●abbia bisogno di sentirsi visto e compreso
Per un adulto cambiare attività può sembrare semplice. Per un bambino, invece, passare dal gioco alla cena, dal parco al rientro a casa o dalla televisione al momento della nanna può richiedere uno sforzo emotivo importante.
02Perché alcuni bambini fanno fatica a passare da un'attività all'altra?
Le cosiddette "transizioni" rappresentano uno dei momenti più delicati della giornata.
Molti bambini hanno bisogno di tempo per prepararsi mentalmente a un cambiamento. Se questo avviene in modo improvviso, possono reagire opponendosi, ignorando l'adulto o scoppiando in un pianto.
Non significa necessariamente che siano capricciosi. Significa che il loro cervello sta ancora imparando a gestire il passaggio da una situazione all'altra.
03Dietro un "no" può esserci un'emozione
Quando un bambino si rifiuta di collaborare, spesso l'attenzione dell'adulto si concentra sul comportamento. Ma il comportamento è soltanto la parte visibile.
Sotto possono esserci emozioni come:
●stanchezza
●frustrazione
●paura
●bisogno di attenzione
●difficoltà nella regolazione emotiva
Per questo motivo chiedersi "Perché sta facendo così?" è spesso più utile che chiedersi "Come faccio a farlo smettere?"
04Punire basta davvero?
Le regole sono importanti, così come è importante che i bambini imparino a rispettarle.
Ma quando ci si limita alla punizione senza comprendere il motivo di un comportamento, si rischia di intervenire solo sulla conseguenza e non sulla causa.
Comprendere non significa giustificare tutto. Significa aiutare il bambino a sviluppare, nel tempo, quelle competenze emotive che gli permetteranno di gestire meglio le proprie difficoltà.
05Cosa può aiutare un bambino a collaborare di più?
Ogni situazione è diversa e non esistono formule valide per tutti. Tuttavia, alcuni accorgimenti possono facilitare la collaborazione:
●anticipare i cambiamenti ("Tra cinque minuti andiamo via")
●mantenere una routine prevedibile
●utilizzare un tono di voce calmo
●riconoscere le emozioni del bambino prima di richiedere un comportamento
●offrire piccole possibilità di scelta quando possibile
Piccoli cambiamenti nel modo di comunicare possono aiutare il bambino a sentirsi più compreso e, di conseguenza, più disponibile alla collaborazione.
06Guardare oltre il comportamento
Quando un bambino non ascolta, non collabora o sembra opporsi continuamente, è facile fermarsi a ciò che vediamo.
Ma spesso quel comportamento è il modo migliore che il bambino ha, in quel momento, per comunicare un bisogno che ancora non sa esprimere diversamente.
Guardare oltre il comportamento non significa rinunciare alle regole. Significa provare a capire cosa sta succedendo prima di decidere come intervenire.
Perché, molto spesso, è proprio da questa comprensione che nasce una relazione più serena tra genitori e figli.
Guarda il video completo con la Dott.ssa Valeria Petracca, psicoterapeuta dell'età evolutiva.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il parere del medico o di altri professionisti sanitari.
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